Ogni tanto mi escono gli articoli sui fatti di
cronaca. Raramente. Non mi piace parlare di ciò che non conosco, soprattutto
non mi piace parlare di ciò che non appartiene alla mia vita. Quello semmai lo
faccio su commissione. Stamattina però mi sono svegliata come tanti con la notizia
dell’attentato di Nizza. Un attentato
appartiene alla nostra vita?
Qualche minuto per informarmi, leggere
qualche news. Poi ho svegliato i
bambini come tutte le mattine, la solita canzoncina, il bacio, le finestre che
si aprono e fanno entrare il sole. Colazione e le solite raccomandazioni:
finite il latte, non litigate per il
bagno, prendete su le felpe che stanotte c’è stato il temporale.
Poi,
in bagno, apro Facebook. Ognuno a dire la sua sui fatti di Nizza, sugli
attentati, a scegliere il modo più bello, l’immagine più figa, le parole più
appropriate. Solidarietà a…
Ecco
in quel momento ho pensato che la solidarietà del giorno dopo fa più morti
delle bombe.
Perché la maggior parte delle persone,
per fortuna non tutte, che citano il Papa, che non sanno come dirlo ai
bambini… queste persone sono quelle che fino al giorno prima non hanno mosso un
dito per rendere il mondo un posto migliore. Che attaccavano i colleghi, che
pensavano solo al proprio vantaggio, che lasciavano correre i comportamenti
scorretti dei figli. Cosa insegniamo ai nostri bambini e alle nostre bambine?
Ad abbinare il rossetto e ad avere il taglio giusto quando entriamo in campo o
insegniamo il rispetto dei compagni, tutti!, delle maestre, degli sconosciuti
incontrati per strada.
Quanto
vale un altro essere vivente in una scala da 1 a 10?
Per
noi. Non per un attentatore. Dipende? Appunto… Se vale meno di noi lo posso
deridere, calpestare, annientare, uccidere.
La gente non saluta
più nei negozi, o dal dottore, i bambini a 10 anni li vedi come automi ai
cellullari o ai tablet mentre i genitori fanno le loro cose. Se si perde è
colpa dell’arbitro, o al massimo del meteo, del terreno o di un alibi
qualsiasi. Le armi giocattolo sono una cosa data per scontata e non ci diamo
mai una regola, non facciamo fai un cazzo di fatica. Mai. Ci deve pensare
sempre qualcun altro. I politici, il capo, il vicino…Ecco, per cambiare il mondo si deve far fatica. E non si deve andare da
nessuna parte. Si deve fare fatica in casa, ogni
giorno, nel nostro piccolo e dannatamente complicato universo.
Anche la solidarietà
è una cosa comoda, maledettamente comoda. Chi non sarebbe solidale contro le
vittime di un attentato o di una strage. Chi?
Ma questa solidarietà opera qualcosa in noi? O è solo il modo più semplice per placare
le nostre coscienze?
Questo mi chiedo
oggi. Quella bambola a fianco di una bambina morta per me è uguale al pensiero
di tutti i bambini che muoiono ogni giorno. Io non ce la faccio a sentirla
diversa. Potrebbe essere mia figlia. Vero. Ma ogni bambino lo è. È morta
perché qualcuno l’ha deliberatamente uccisa? E chi ha ucciso l’ultimo bimbo
annegato al largo dell’Adriatico? Chi quello abbandonato dai genitori
espropriati dai loro terreni dalle multinazionali che ci nutrono ogni giorno?
Chi?
Allora non possiamo fare nulla? Neanche
piangere delle vittime innocenti? Ovvio che non è così. È come dopo una
sconfitta, certo che è giusto piangere. Ma piangere davvero, in silenzio e col
pensiero pronto a cambiare le cose. A cambiarle nella nostra vita. Ma cambiarle
costa fatica. Perché il mondo non si cambia il giorno dopo
una strage si cambia ogni giorno. Con l’esempio soprattutto. Non c’è scampo.
Con piccoli gesti quotidiani. Piccoli e costanti. Piccoli e instancabili. Come
i bambini.
Avranno la meglio se
noi non iniziamo a riprenderci la nostra cultura, che non ha nulla a che fare
con la religione, con la solidarietà, con l’Occidente. È una cultura fatta di
autenticità, di sudore, di semplicità, di rispetto per il mondo e i suoi abitanti.
Di rispetto per la vita. Di amore. Quello che ci è stato tolto non ce l’hanno tolto gli estremisti islamici,
abbiamo fatto tutto da soli. Ma
è una buona notizia, da soli possiamo tornare noi. Tornare umani.
Maiolati Spontini, venerdì 15 luglio 2016


