venerdì 28 novembre 2014

Il cielo d' Irlanda


Il cielo d' Irlanda



Il cielo d'Irlanda è un oceano di nuvole e luce

Il cielo d'Irlanda è un tappeto che corre veloce

Il cielo d'Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù

Ti annega di verde e ti copre di blu

Ti copre di verde e ti annega di blu
Il cielo d'Irlanda si sfama di muschio e di lana
Il cielo d'Irlanda si spulcia i capelli alla luna
Il cielo d'Irlanda è un gregge che pascola in cielo
Si ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero
Si ubriaca di stelle e il mattino è leggero
Dal Donegal alle isole Aran
E da Dublino fino al Connemara
Dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
Il cielo d'Irlanda si muove con te
Il cielo d'Irlanda è dentro di te
Il cielo d'Irlanda è un enorme cappello di pioggia
Il cielo d'Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia
Il cielo d'Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero
Ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero
Ma dopo un momento li fa brillare più del vero
Il cielo d'Irlanda è una donna che cambia spesso d'umore
Il cielo d'Irlanda è una gonna che gira nel sole
Il cielo d'Irlanda è Dio che suona la fisarmonica
Si apre e si chiude con il ritmo della musica
Si apre e si chiude con il ritmo della musica
Dal Donegal alle isole Aran
E da Dublino fino al Connemara
Dovunque tu stia ballando con zingari o re
Il cielo d'Irlanda si muove con te
Il cielo d'Irlanda è dentro di te
Dovunque tu stia bevendo con zingari o re
Il cielo d'Irlanda è dentro di te
Il cielo d'Irlanda è dentro di te.




Il cielo d’ Irlanda
Fiorella Mannoia

mercoledì 26 novembre 2014

Ballicastle - County MAYO - Western Ireland

Ballicastle 
County MAYO
Western Ireland














Un piccolo villaggio vicino al Down Patrick Head tutto esteso e distribuito su una strada con dolce discesa.

Down Patrick Head 

Ha un trattoria casalinga Mary’s Cottage Kitchen del tipo Trattoria di Mariadeculobello di Jesi. La trattoria è gestita da una signora, Mary, che gira nel locale con una retina sui capelli.

Mary' Cottage Kitchen
Ballicastle

Abbiamo ordinato una zuppa di patate e porri e fette tostate con formaggio, prosciutto cotto, pollo e pomodoro.



Poi abbiamo ordinato una fetta di torta al cioccolato e torta di mele fatte da lei, Mary.
Infine abbiamo ordinato un caffè lungo e bollente, molto irish.
Prima di ripartire da Ballicastle  abbiamo fatto benzina ad un impianto che si trova vicino al pub.






"Il villaggio ha una fondazione, Ballinglen Arts Foundation, un piccolo luogo che custodisce un tesoro grandissimo. Da anni la fondazione consente a decine di artisti di trascorrere un periodo nella piccola cittadina, chiedendo in cambio un’opera realizzata durante la permanenza. Così sono gli artisti a  diventare nuvole che, avvicendandosi, danno ciascuna un aspetto diverso al paesaggio. E c’è così tanta bellezza che fai l’abitudine persino a un arcobaleno che si incurva sopra a un campo di narcisi."




Ballinglen Arts Foundation






Giardino Stella Maris Country House Hotel
di Frances & Terence, Ballycastle, Co.Mayo



Alba sul B&B Creevagh Heights
di Carol e Harry vicino a Ballicastle
 




Ballicastle, 11 novembre 2014

Sinead O'Connor - Oro Se do Bheatha Bhaile
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County Mayo Map




La storia fantastica


Illustrazione di Francesca Ballarini


“Forse perché un figlio è un essere compiuto. La letteratura è piena di genitori troppo piccoli o troppo grandi, giganti buoni, geni e fate e ancora altre figure parallele che al momento del pericolo spuntano per miracolo a voler tirar fuori la loro principessa. E’ giusto che desiderino farlo perché ai loro figli devono tutto.”
(Nora Ibsen, Casa di bambola, il Giorno del Compleanno)







29 novembre 2014




venerdì 21 novembre 2014

Il piatto giallo

Solo per... un piatto giallo



Quando scegli di organizzare un viaggio con i tuoi giovani amici e poi un’otite ti impedisce di essere in volo con loro anche se ti dispiace pensi che in fondo lo avevi fatto per il tuo team e che sarebbero stati senz’altro felici di farlo anche senza di te.

Ma quando si dice “essere fortunati” come lo sono io, e quando una di loro mi dice che“se non ci sarai il viaggio non avrebbe senso” non posso che esserne felice, anche se il senso lo avrebbe avuto ancor di più senza di me, e così cerco di trovare la soluzione.

Infatti sono partita. La febbre era scomparsa, la terapia e il cortisone li avevo con me per ogni emergenza, sia in volo che in terra-ferma, abbiamo volato su Bray per i quattro giorni di tempeste di idee, music hall e cene british
Tutto bene ma al ritorno la prevedibile ricaduta mi blocca per un’altra settimana con crisi di tosse diurna e notturna, altri antibiotici con terapia “ Letto-Lana-Latte che avevo dimenticata da quando la dedicavo alle mie figlie. Ho provveduto a tenere lontani gli altri per non contagiare.

E’ qui che accade che il piatto giallo ci sconvolge la cena, la serata e la vita.
Infatti quando difronte ad un meraviglioso risotto ai funghi non riesco a terminare la mia parte e per coprire il risotto rimasto chiedo: “…mi puoi dare il piatto giallo?”
Cosa accade? Accade quello che dovrei sempre prevedere e che non ho previsto ancora, una volta, per l’infinita fiducia che mi assale sempre sulle armonie possibili.

Il piatto giallo in casa è uno dei quattro (prima erano sei) di un set di piatti gialli e luminosi che usiamo quotidianamente per un primo di pasta soprattutto in estate, per il colore solare, ma anche di inverno per lo stesso motivo.

Quindi pensavo che la richiesta non richiedesse altri chiarimenti come ad esempio “ vuoi quello piano o quello cupo?” abbiamo solo quelli e sono solo quattro. Purtroppo il miracolo non c’è stato e per non so quali motivi, ma per un’esigenza di turbativa quotidiana e che stavo superando dicendo che non avevamo piatti gialli “cupi” quando purtroppo il dialogo si è spostato dalla persona che non trovava il piatto alla persona amata che assisteva al Moie storming e che è intervenuta a difesa dei piatti gialli che sono diventati all’improvviso, anche a suo dire, “cupi” anche se non li abbiamo mai usati né per zuppe né per minestre, mai.

A quel punto non per improvvisa emotività ma per una evidente sensazione di ingiusta considerazione di quanto un vecchio piatto giallo di casa, che non era mai stato cupo, ma solo piano, mi sono alzata dalla tavola provocando di conseguenza l’abbandono della tavola da parte di chi difendeva il concetto del piatto cupo poiché il mio comportamento è stato giudicato non adatto.

E così io, sì, ho liberato gli altri della mia presenza cercando di capire come trovare il senso di questa assenza di comprensione e armonia.. La persona amata è fuggita e la persona che mi doveva dare quel piatto giallo per la frutta ha continuato da solo la seconda parte della cena.

Ora vorrei chiedere scusa a tutti e a tutto, ma è troppo tardi. Non ho più tempo. Spero che un bicchiere di latte caldo con il miele ubriachi la mia tosse e il mio cuore, pur senza riuscire a dormire, sperando di essere più indulgente e silenziosa col tempo che mi resta e di non chiedere mai più quel piatto giallo. che non sarà più per me “solare”, ma solo cupo per gli altri, e piano solo per me.


Sabato 19 gennaio 2013


martedì 18 novembre 2014

La vera storia di Grace O' Malley

La leggendaria Grace O' Malley
Western Ireland


Giant's Causeway

Grace O’Malley, in gaelico irlandese Gráinne Ní Mháille,  anche conosciuta come Granuaile o Gráinne Mhaol, 1530 circa – Rockfleet Castle,1603,  famosa anche come “La regina del Mare di Connemara” è stata una rivoluzionaria e pirata irlandese. Si tratta di un personaggio ormai leggendario, ma di fatto visse realmente e fu di notevole importanza nella storia irlandese. Nacque in Irlanda, forse a Louisburgh, nel 1530, quando Enrico VIII era sul trono d’Inghilterra. Il clan O’Malley fu una delle poche famiglie gaeliche a conservare le terre nella contea di Mayo dopo la conquista Tudor.

Rockfleet Castle

Era la figlia di Owen Dubhdarra O’Malley, capo del Clan O’Malley, signori ereditari di un territorio che si estendeva dal Connemara a Westport, buona parte della regione ora nota come Baronato di Murrisk, nel sud ovest della Contea di Mayo  e riconoscevano come loro signori dichiarati la famiglia Anglo-Normanna, ormai gaelicizzata, dei Burke. Gli O’Malley erano mercanti di successo ma anche pirati che reclamavano pedaggi e il carico delle navi che entravano nel loro territorio.  Secondo la leggenda irlandese, da giovane Grace O’Malley volle partire con il padre per un’operazione commerciale in Spagna, ma, quando le disse che non poteva venire perché i suoi lunghi capelli si sarebbero impigliati alle corde della nave, lei se ne tagliò buona parte per mettere in imbarazzo il padre e spingerlo così a prenderla con sé, guadagnandosi in questo modo l’appellativo di “Gráinne Mhaol” (in irlandese Mhaol significa calvo o con pochi capelli).Da allora il soprannome le rimase.

Rockfleet Castle

O’Malley si sposò 15enne nel 1546, con Donal an Chogaidh (Donal della Battaglia) O’Flaherty, erede al titolo di capo degli O’ Flaherty. Da questo marito ebbe tre figli: Owen, il figlio primogenito, conosciuto per essere estremamente gentile e generoso. All’età di vent’anni fu ucciso con l’inganno da Richard Bingham, che prese possesso del suo castello con le sue truppe. Margaret, a volte chiamata “Maeve”. Era, con grande disappunto della madre, molto femminile, ma comunque di carattere scontroso come la madre. Si sposò presto ed ebbe molti figli. O’Malley ed il marito di Margaret erano apparentemente molto legati, ed in parecchie occasioni il genero la salvò dalla morte. Murrough, spesso indicato come il più somigliante al padre, molto maschilista: spesso picchiava la sorella, e si rifiutava di dare ascolto alla madre a causa del suo sesso. Molte fonti riportano che Murrough non avesse il benché minimo senso della lealtà, infatti dopo l’assassinio del fratello Owen tradì la sua famiglia e si alleò con le forze di Bingham. Quando O’Malley lo venne a sapere, giurò che non avrebbe più parlato con il figlio per il resto della sua vita, in compenso però lo insultava spesso.


 Donal an Chogaidh (Donal della Battaglia) O’Flaherty

Il Castello di Bunowen, dove viveva con il suo primo marito, era situato sul punto più occidentale in Connacht e fu apparentemente la prima base per le sue attività commerciali. Al momento della morte di an-Chogaidh nei primi anni 1560, aveva ottenuto la fedeltà di così tanti uomini O’Flaherty, che molti di loro lasciarono la zona  e la seguirono a Clare Island in Clew Bay, dove trasferisce la sua base.



In questo periodo recluta combattenti sia dall’ Irlanda che dalla Scozia, trasporta i mercenari dalle loro case scozzesi ai datori di lavoro irlandesi e saccheggia le isole periferiche della Scozia nei suoi viaggi di ritorno. Nel tentativo evidente di ingraziarsi gli inglesi, che erano impegnati in una ri-conquista dell’Irlanda, O’Malley si presentò al Vicerè dell’Irlanda offrendo duecento combattenti per servire gli interessi inglesi in Irlanda e Scozia.


Il suo primo marito aveva a suo tempo ripreso al clan Joyce una fortezza nel Lough Corrib un tempo appartenuta agli O’Flaherty. A causa dell’atteggiamento di an-Chogaidh, i Joyce cominciarono a chiamare quella particolare fortezza Cock’s Castle”, “Castello del Gallo”. Quando appresero della sua morte, decisero di riprendersi il castello. Tuttavia, O’Malley lo difese con successo e a quanto pare i Joyce erano così colpiti dalle sue capacità in battaglia che lo ribattezzarono Caisleán na Circe, il “Castello della gallina”, in inglese the Hen’s Castle, nome con cui è ancora noto. Successivamente gli inglesi attaccarono il Castello della Gallina, ma pur essendo in inferiorità numerica, O’Malley resistette all’assedio.


Secondo la leggenda, prese il piombo dal tetto della fortezza e lo fece fondere, poi lo versò sulla testa dei soldati attaccanti. Fece inoltre chiamare aiuto inviando un uomo ad accendere un faro sulla vicina collina di Doon.  L’aiuto arrivò  e gli inglesi respinti,  non attaccarono mai più la fortezza.
In seguito fece ritorno nella Contea di Mayo e stabilì la residenza della famiglia nel castello a Clare Island.

Clare Island

All’incirca in questo periodo iniziarono le prime denunce al Consiglio inglese a Dublino da parte dei maggiorenti della città di Galway, i quali lamentavano che le navi O’Flaherty e O’Malley si comportassero come i pirati. Poiché Galway aveva imposto tasse sulle navi che commerciavano prodotti nel loro porto, gli O’Flaherty, guidati da Grace O’Malley, avevano deciso di pretendere una tassa simile dalle navi che viaggiano nelle acque al largo delle loro terre. Le navi di O’Malley avrebbero fermato e abbordato i commercianti e preteso contanti o una parte del carico in cambio di un passaggio sicuro per il resto della strada per Galway. La resistenza veniva accolta con violenza e persino con l’omicidio. Una volta ottenuto il loro tributo, le navi O’Flaherty sarebbero scomparse in una delle numerose baie della zona.


Ha anche attaccato altre navi, almeno fino a Waterford, sulla costa centro-meridionale dell’Irlanda, come pure più vicino al suo porto di casa nel nord-ovest dell’Irlanda. Ma non limitò i suoi attacchi ad altre navi, infatti si dedicò anche a  fortezze sul litorale, tra cui Castello Curradh a Renvyle e il castello O’Loughlin nel Burren e i clan O’Boyle e MacSweeney nelle loro tenute in Burtonport, Killybegs e Lough Swilly.

Nel 1566 sposò Risdeárd an Iarainn Bourke, chiamato in inglese Richard “in-iron” Burke, a causa della diceria che indossasse sempre una cotta di maglia ereditata dai suoi avi Normanni. Si sparsero molte chiacchiere sul secondo matrimonio di O’Malley, secondo cui Grace sposò Bourke al solo scopo di allargare i propri possedimenti e la propria influenza e trovare alla sua flotta un riparo migliore di Clare Island, troppo esposta alle sempre più invadenti galee inglesi.
Lo sposo infatti possedeva Rockfleet Castle, strategicamente situato vicino a Newport e in prossimità di varie baie adatte ad occultare navi pirata. Era inoltre a capo di un ramo importante del suo clan e come tale era un potenziale successore al titolo di signoria territoriale di “MacWilliam Ioctar”, che di fatto in seguito ricoprì.

Richard possedeva inoltre ricche miniere di ferro nelle sue terre a Burrishoole. Fu così che Grace fondò la propria sicurezza economica “sul mare e sulla terra”, come recita lo stemma del Clan.


Si sposarono secondo la legge Brehon o Antica Legge Irlandese. Era questo un corpo giuridico risalente all’VIII secolo, parzialmente sostituito in seguito all’invasione normanna nel XII secolo. Brehon è il termine irlandese per giudice, una carica ereditaria che apparteneva ad alcuni clan, in cui sia i discendenti maschi che femmine esercitavano la professione.

L’Antica Legge Irlandese costituiva un codice civile, piuttosto che penale, e definiva le regole rispetto a matrimoni, lasciti o eredità. In questo codice le donne e gli uomini possedevano pari diritti e veniva riconosciuto il divorzio, nonché la possibilità di recuperare parte della dote in caso di percosse o scorretti comportamenti da parte del marito.


La leggenda narra che Grace, al termine del primo anno “di prova” previsto dal matrimonio Brehon, ripudiò il marito comunicandoglielo dalla finestra del castello di Rockfleet.  Il matrimonio veniva così annullato ma, poiché lei era insediata all’interno del castello mentre lui si trovava all’esterno al momento della rottura del contratto matrimoniale, Grace potè accaparrarsi il castello stesso e il territorio annesso, così utile, con le sue miniere e le sue baie a mantenere le attività piratesche di Grace.

In realtà, nonostante la storia del divorzio, alcuni documenti inglesi del periodo si riferiscono a O’Malley e Bourke come moglie e marito per cui sembra di poter affermare che restarono sposati, almeno per quanto ne sapevano gli inglesi. Nelle sue risposte alle domande della Regina Elizabeth I, durante il famoso colloquio intercorso più tardi, O’Malley sostenne di essere la sua vedova.
Molto probabilmente rimasero sposati, o almeno alleati, fino alla morte di Bourke avvenuta nel 1583.

La coppia ebbe un figlio, Tibbot Burke Tiobóid soprannominato Tibbot na Long, Tibbot delle Navi, in quanto nacque sulla nave di O’Malley e perché la madre voleva trasmettergli la sua passione per il mare.


Nel 1577, incontrò Sir Henry Sidney, il Lord Viceré d’Irlanda, che già sapeva di lei da quando aveva incontrato il figlio, Sir Philip Sidney, nel 1576. Anche se Philip Sidney era un uomo molto giovane all’epoca, O’Malley evidentemente aveva fatto grande impressione su di lui dal momento che l’aveva menzionata in termini favorevoli al padre. O’Malley era ricca sulla terra così come sul mare. Aveva ereditato la flotta e i terreni di suo padre, così come la terra posseduta dalla madre. Intorno al periodo del suo incontro con la regina Elizabeth I d’Inghilterra, possedeva mandrie di bovini e circa mille cavalli, il che di per sé, all’epoca, avrebbe significato che era ricca.
Dopo la morte del secondo marito Grace mantenne i suoi interi possedimenti, sebbene la tradizione gaelica consentisse alla vedova di un capo di conservare soltanto un terzo della sua eredità. Dalle fortezze di Rockfleet e di Clare Island Grace controllava la sua flotta, composta di rapidi e veloci vascelli dotati sia di vele che di remi, che costituivano le armi principali degli attacchi ai mercantili di passaggio.

Un anno dopo la morte di Bourke, fu nominato un nuovo Lord Presidente del Connaught, Richard Bingham. Egli descrisse il potere e l’autonomia di Grace come “il motivo della persistenza, per 40 anni, di tutte le ribellioni in occidente” e fece tutto il possibile per limitare il suo potere e il potere delle Signorie gaeliche. Alla fine riuscì a impoverire i Bourke e distruggere il dominio di Grace sulla costa occidentale, praticamente sequestrando la sua flotta.

Elizabeth The Queen

In una mossa senza precedenti, Grace fece appello direttamente alla regina inglese. Scrisse ad Elizabeth nei primi mesi del 1593, fornendo una sintesi della sua vita e le sue condizioni indigenti. Nel luglio dello stesso anno, salpò per Londra per chiedere un’udienza con la regina. L’incontro tra le due donne ha avuto luogo nel mese di settembre a Greenwich. Elizabeth e Grace conversavano in latino, l’unica lingua che avevano in comune.

Entrambe erano attorno ai 60 anni di età, con menti e volontà di ferro. Elizabeth accettò che i figli di Grace ereditassero i beni paterni. Accettò anche che fornissero una rendita a Grace per il resto della sua vita, rendita che sarebbe stata deducibile dalle tasse da versare alla Corona inglese per le tenute. Grace cercò anche di ottenere il permesso per continuare ad attaccare“con la spada e con il fuoco tutti i nemici di Vostra Altezza”. Questo permesso, come Bingham correttamente interpretò, sarebbe stato utilizzato da Grace come una scusa per tornare al suo modo di ottenere il suo sostentamento “di terra e di mare”, come in effetti accadde. Grace usò la sua astuzia politica per spostare alleanze e navigare attraverso gli sconvolgimenti politici e bellici che punteggiarono la transizione dal diritto gaelico al diritto inglese. Il suo scopo era quello di mantenere la base di potere della sua famiglia a Mayo e in questo ebbe successo.

Le avventure della Regina dei Pirati
Grace O' Malley

Grace O’Malley, la Regina Pirata , morì nel 1603, per una strana coincidenza nello stesso anno in cui morì anche la regina Elizabeth. La tradizione racconta che Grace è sepolta nell’Abbazia cistercense di Clare Island

Achill Island, 12 novembre 2014



Sinead O'Connor - Oro Se do Bheatha Bhaile





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sabato 15 novembre 2014

Foxford

Foxford

Co-Mayo,  Western Ireland




Situated on the River Moy, the picturesque town of Foxford has established an excellent reputation as a tourist centre. Nestling between the Ox and Nephin mountains Foxford is the ideal location for a relaxing, stress free break away from the routines of working life. The warmth of the Foxford blanket is equally matched by the warmth of its people who are always ready to welcome a visitor to their midst. You can choose from its many traditional pubs, restaurants as well as B&B's and Guesthouses. Foxford has much to entertain its visitors with outdoor activities, visitor centre, fishing and walking.


Posta nella parte centro-orientale della propria contea, appena 16 km a sud di Ballina, è attraversata dal fiume Moy, famoso in tutta Europa per la considerevole quantità di salmoni che risale le sue acque. Foxford è circondata dalle due catene montuose principali del Mayo, i monti Nephin e i monti Cix e a pochi chilometri dai Lough Conn e Cullin Questa configurazione geografica rende possibile l'esistenza della Foxford Way, un sentiero turistico di circa 86 km che percorre gli Ox e si inoltra in siti archeologici, brughiere e piccoli ruscelli. Oltre a una stazione posta sulla linea ferroviaria che collega Ballina a Dublino, il paese è attraversato dalla strada N26 (Swinford, Ballina), una ramificazione della N5.


Foxford Woollen Mills

“(…) But the Irish identity is built on courage as well as pain. The courage of people like Mother Agnes Morragh Bernard, who in 1892 founded the Foxford Woolen Mill that still thrives today, with its threads, colours and tests; but above all, the courage of men such as Michael Davitt, theorist of the passive resistance to which thanks was owed for the liberation of the Irish peasants from the English landlords. The Michael Davitt Museum, located near Foxford, next to the Straide Abbey where he’s buried, retraces the most important stages in his tale of freedom." 



“ (…) Ma l’identità irlandese è costruita sul coraggio, oltre che sul dolore. Il coraggio di persone come madre Agnes Morragh Bernard, che fondò, nel 1892 il lanificio di Foxford dando inizio ad un’attività che ancora oggi prospera, tra fili, colori e sperimentazioni; ma soprattutto il coraggio di uomini del calibro di Micheal Davitt, teorico della resistenza passiva a cui si deve la liberazione dei contadini irlandesi dal giogo dei landlords inglesi. Il Michael Davitt museum, che si trova vicino a Foxford ed è costruito accanto alla Straide Abbey, luogo di sepoltura dell’uomo, ripercorre le tappe più importanti della sua parabola di libertà. “












Foxford, 11 novembre 2014

Sinead O'Connor - Oro Se do Bheatha Bhaile




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