mercoledì 4 novembre 2015

Roberto Landi

Ricordando Roberto Landi
…quando suonò, per il Centro Culturale, nella Chiesa Santa Maria di Moie, con la sua band…

“Questa era la grandezza di quest’ uomo, conosceva tutti, faceva tutto, senza limiti e pregiudizi, nella sua interminabile spola tra Roma e Moie, protagonista di quel mondo enorme che si era costruito a misura propria. Suonava il trombone nella banda della polizia ed era sempre in viaggio, ieri in Africa, oggi in Italia, domani a fare immersioni chissà dove, nei suoi 43 anni ha fatto più cose e conosciuto più persone di quanto potrei mai fare io anche se campassi 200 anni.”







Non restare in piedi davanti alla mia tomba a versare lacrime Non sono li'. Non sto dormendo.

Sono i mille venti che soffiano, sono il luccichio dei diamanti nella neve.

Sono la luce del sole sul grano maturo, sono la dolce pioggia autunnale.

Quando ti svegli nella calma della mattina, sono la veloce alzante corsa
di calmi uccelli che volano in cerchio.

Sono le dolci stelle che brillano la notte. Non stare in piedi davanti alla mia tomba a piangere

Non sono li'. Non sono morto.”

(Mary Elizabeth Frye)


Lacken, 4 novembre 2015

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