“Quando
l’amore non c’è è giusto andarsene via”
Sin dalle prime battute della commedia,
l'impressione che si ha della protagonista femminile è quella di una donna che
si comporta come una bambina capricciosa che gioca e si diverte tutto il giorno
e si rabbuia per futili motivi come quando il marito le proibisce di mangiare
dolci.
Il mutamento e la presa di coscienza di
Nora avvengono improvvisamente quando finalmente capisce che suo marito non era
in realtà quella nobile creatura che lei credeva che fosse. Nora comprende che
il suo ruolo in quel matrimonio, durato 8 anni, è stato quello di una semplice
e bella marionetta costretta a vivere in una casa di bambola, come aveva
d'altronde sempre fatto fin dalla nascita. Torvald la chiama incessantemente
"allodola", considerandola alla stessa stregua di un animale
domestico molto rumoroso e vivace; un vezzeggiativo da accollare al linguaggio
del maschilismo più retrivo.
Nora è ricattata da Krogstad a causa di
un prestito illecito che lei aveva contratto, falsificando la firma del padre,
per salvare la vita di suo marito. Quando suo marito Torvald scopre il fatto,
viene assalito dall'ansia e dal tormento di perdere la propria reputazione.
Quest'angoscia annebbia ogni altro pensiero e, in preda alla disperazione,
dichiara a Nora che allontanerà quella che ora egli considera un'indegna moglie
dalla cura dei suoi figli, senza riconoscere che il gesto, anche se
compromettente, era stato dettato dall'amore per lui.
Grazie all'intervento di un'amica di
Nora, che dichiara a Krogstad di volersi sposare con lui, il ricatto che
minacciava la famiglia della protagonista viene annullato. Torvald, appena
appresa la felice notizia, prorompe esclamando "sono salvo!", e
perdona all'istante sua moglie. Per Nora, però, la vita non può ritornare ad
essere quella di prima: è troppo tardi. Tutte le sue illusioni sono state
tradite e le sue certezze infrante. Ella decide, quindi, di abbandonare suo
marito in cerca della sua vera identità e, come dice lei stessa a Torvald, per
«...riflettere col mio cervello e rendermi chiaramente conto di tutte le cose».
L'autore descrive nei suoi appunti la
sua decisione dicendo: «Depressa e confusa dalla sua fede nell'autorità, perde
la sua fede nella sua correttezza morale e nella sua capacità di crescere i
suoi figli. Una madre in una società contemporanea che proprio come certi
insetti che fuggono e muoiono quando compiono i loro doveri nella propagazione
della loro razza.»
“Nora afferma di non capire queste leggi e di non riuscire a convincersi
che siano giuste, poiché ella non è disposta a rinunciare a vivere. Tutte le leggi che le proibiscono di amare ed essere felice sono per
lei solo parole scritte in qualche libro che rimangono tali. Prima di tutto,
Nora vuole vivere pienamente e realizzarsi come persona, badando a sé stessa
autonomamente senza essere mai più la bambola di qualche bambino viziato. «Credo
di essere prima di tutto una creatura umana, come te... o meglio, voglio
tentare di divenirlo.» (… )”
Nora
se ne va...
https://www.youtube.com/watch?v=iu6EFWhQ0sU
https://www.youtube.com/watch?v=iu6EFWhQ0sU
3 gennaio 2015




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