Vittoria
Avevo deciso per la formula a sorpresa per concedermi la possibilità di scegliere o partire o
rinunciare al viaggio solitario di rivederci dopo tanto tempo.
La formula a sorpresa
era di non chiedere a Vittoria, l’amica essenziale,
se raggiungerla quel sabato sedeici marzo, dipendeva solo dalla mia scelta di
partire o no.
Io avevo tutti i buoni motivi per partire.
Vittoria in Biblioteca Salaborsa
Avevo anche dimenticato il suo compleanno perché in questo
primo marzo mi ero concentrata solo sul ricordo di mia madre, nata tanti anni fa,
ma solo un giorno prima di lei.
In quei giorni avevo riposto tutti i ricordi sulla sua
assenza con i miei viaggi solitari a Fabriano e a Senigallia.
Avevo deciso da tempo di abbandonare per sempre, per il
tempo che mi resta, ogni relazione che non fosse possibile sviluppare
liberamente se non approfondendola con un dialogo aperto, autentico e
crescente.
Ora sento molto la difficoltà di non poter comunicare come
vorrei con le persone importanti della mia vita perché non ci sono più gli
spazi naturali e giusti per incontrarsi, forse.
Ricordo ancora la festa a sorpresa che organizzò sua figlia
Sara anni fa…ed anche questa volta Sara è stata la regista per me con le sue istruzioni
a distanza.
Sara
Atterrata sotto il sole di Bologna, quando sono arrivata
finalmente in Via Saffi 81 si è
aperto prima quel cancello rosso, poi un cancello grigio poi una porta di casa
dove è apparsa lei. Stava ancora con il telefono in mano perché l’avevo
chiamata per farmi aprire.
-
Ciao, come
stai? Che stai facendo? –
-
…sono occupatissima per preparare il pranzo
per Lucia e tutti loro che fra poco arriveranno…-
A questo punto visto che stava bene e indaffarata per buoni
motivi mi sono divertita a dirle: - - Senti,
mi apri la porta per favore? -
Ed eccola aprire la porta ed uscire con il telefono in mano
e mi fa sentire bene vederla sorridere felice.
Quell’abbraccio ci voleva…
Abbiamo coscientemente provato a non emozionarci come in
realtà avremmo voluto perché il pranzo andava preparato e io che le ripetevo
che mi dispiaceva togliere tempo, per la mia sorpresa proprio in quel giorno,
fra lei e la famiglia di Lucia e ancora lei che, negandolo, mi rassicurava
invece che la mia presenza avrebbe fatto felice anche Lucia e i suoi.
Quella casa bolognese di viasaffiottantuno
è la casa della sua seconda vita dove lei è sempre la stessa persona – con il
suo grande cuore e mente con la vitalità e l’intenzione di intervento immediato
con tutto il proprio essere anima e corpo
– dove lei finalmente è la persona – madre
e nonna – così come lei desidera per il bene di chi riceve le sue
attenzioni.
Vittoria è sempre la persona con quell’infinita energia
intellettuale e affettiva che va in equilibrio con gli altri solo quando lei
può permettersi di elaborare e scambiare conoscenza e affettività con chi le sta
vicino. Riesce sempre, miracolosamente, a trovare il modo migliore di
affrontare ogni problema nel bene massimo per l’altra persona che lei si possa
permettere anche nelle difficoltà più profonde. Lo ha sempre fatto.
Mi disse, tanto tempo fa, che avrebbe desiderato avere dei calici da champagne per festeggiare
eventi importanti con i suoi cari.
Li acquistai subito. Trovai sei calici di cristallo colorati da champagne che tenni da parte
nel mio armadio dei regali per il nostro futuro incontro. Passò troppo tempo
durante la lontananza dopo la sua determinata partenza da Fabriano e Moie per
Bologna-Firenze e così decisi, per impazienza sulla consegna, di usarli ed
ancora li ho, quelli salvati.
Ma questa volta allora dopo aver cercato calici Baccarat ormai introvabili le ho portato
finalmente calici Boemia di cristallo
con l’augurio di festeggiare ogni giorno con le persone a lei care.
Abbiamo ricordato ed anche molto riso sul suo famoso viaggio
in treno quando lei, salendo dalla parte sbagliata del vagone, un ferroviere
che sta guardandola salire con la sua gonna stretta le chiese urlando – Ma dove sta andando, signora?!?!?! – e lei
rispose educatamente, girandosi mentre cercava di salire sul treno – A Pesaro! - Rischiò una multa per non essere salita dalla parte giusta…e ci fa ridere ogni
volta che la raccontiamo.
Abbiamo rimandato – il tempo era così breve – tutti gli
aneddoti del periodo di lavoro insieme a Fabriano. Ma quelle storie le
tradurremo in racconti ameni, da non dimenticare quando ci rivedremo la
prossima volta.
I Bonesi poi ci hanno liberato
salutandoci dopo il caffè del sabato di festa per darci la possibilità di stare insieme.
Abbiamo lasciato tutto il disordine della cucina e siamo
uscite per la Passeggiata verso Piazza Maggiore.
Nonna Vittoria, Rachele, Sofia, Lucia e Agnese
Siamo passate davanti ala Pasticceria Saffi dove Lucia
prende i dolci per le feste. Poi siamo andate a San Petronio, passando sotto i
portici. Mi ha fatto vedere dove sceglie le scarpe per Sofia e quali son i
negozi che le piacciono guardando le vetrine di abbigliamento per neonati.
Mi ha portato alla Biblioteca
Salaborsa dove, senza alcun imbarazzo, ci siamo fatte fare foto ricordo.
Due amiche in Biblioteca Salaborsa
Siamo entrare nella Maison
du Monde di Via Colombo dove stavo per uscirvi con un delizioso comodino
bianco con un cuore intagliato per Francesca. Ma poi ho rinunciato per la lunga
coda alla cassa. Avremmo dovuto correre da quell’isola per andar a prendere il treno alla stazione.
Rachele, Nonna Vittoria e Agnese
Pur essendo arrivata in orario con lei alla stazione e
ripartita verso Jesi non credo di aver terminato quel viaggio.
So che lei, invece, rientrando si è fermata in una chiesa
assistendo alla messa del sabato sera…ma in fondo si è semplicemente concessa
un po’ di riposo.
Bologna, 16 marzo 2013







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