martedì 3 marzo 2015

Baccarat



Vittoria



Avevo deciso per la formula a sorpresa per concedermi la possibilità di scegliere o partire o rinunciare al viaggio solitario di rivederci dopo tanto tempo.

La formula a sorpresa era di non chiedere a Vittoria, l’amica essenziale, se raggiungerla quel sabato sedeici marzo, dipendeva solo dalla mia scelta di partire o no.

Io avevo tutti i buoni motivi per partire.

Vittoria in Biblioteca Salaborsa


Avevo anche dimenticato il suo compleanno perché in questo primo marzo mi ero concentrata solo sul ricordo di mia madre, nata tanti anni fa, ma solo un giorno prima di lei.
In quei giorni avevo riposto tutti i ricordi sulla sua assenza con i miei viaggi solitari a Fabriano e a Senigallia.

Avevo deciso da tempo di abbandonare per sempre, per il tempo che mi resta, ogni relazione che non fosse possibile sviluppare liberamente se non approfondendola con un dialogo aperto, autentico e crescente.

Ora sento molto la difficoltà di non poter comunicare come vorrei con le persone importanti della mia vita perché non ci sono più gli spazi naturali e giusti per incontrarsi, forse.
Ricordo ancora la festa a sorpresa che organizzò sua figlia Sara anni fa…ed anche questa volta Sara è stata la regista per me con le sue istruzioni a distanza.

Sara

Atterrata sotto il sole di Bologna, quando sono arrivata finalmente in Via Saffi 81 si è aperto prima quel cancello rosso, poi un cancello grigio poi una porta di casa dove è apparsa lei. Stava ancora con il telefono in mano perché l’avevo chiamata per farmi aprire.

-          Ciao, come stai? Che stai facendo?
-            …sono occupatissima per preparare il pranzo per Lucia e tutti loro che fra poco arriveranno…-

A questo punto visto che stava bene e indaffarata per buoni motivi mi sono divertita a dirle: - - Senti, mi apri la porta per favore? -

Ed eccola aprire la porta ed uscire con il telefono in mano e mi fa sentire bene vederla sorridere felice.

Quell’abbraccio ci voleva…

Abbiamo coscientemente provato a non emozionarci come in realtà avremmo voluto perché il pranzo andava preparato e io che le ripetevo che mi dispiaceva togliere tempo, per la mia sorpresa proprio in quel giorno, fra lei e la famiglia di Lucia e ancora lei che, negandolo, mi rassicurava invece che la mia presenza avrebbe fatto felice anche Lucia e i suoi.

Quella casa bolognese di viasaffiottantuno è la casa della sua seconda vita dove lei è sempre la stessa persona – con il suo grande cuore e mente con la vitalità e l’intenzione di intervento immediato con tutto il proprio essere anima e corpo – dove lei finalmente è la persona – madre e nonna – così come lei desidera per il bene di chi riceve le sue attenzioni.

Vittoria è sempre la persona con quell’infinita energia intellettuale e affettiva che va in equilibrio con gli altri solo quando lei può permettersi di elaborare e scambiare conoscenza e affettività con chi le sta vicino. Riesce sempre, miracolosamente, a trovare il modo migliore di affrontare ogni problema nel bene massimo per l’altra persona che lei si possa permettere anche nelle difficoltà più profonde. Lo ha sempre fatto.

Mi disse, tanto tempo fa, che avrebbe desiderato avere dei calici da champagne per festeggiare eventi importanti con i suoi cari.

Li acquistai subito. Trovai sei calici di cristallo colorati da champagne che tenni da parte nel mio armadio dei regali per il nostro futuro incontro. Passò troppo tempo durante la lontananza dopo la sua determinata partenza da Fabriano e Moie per Bologna-Firenze e così decisi, per impazienza sulla consegna, di usarli ed ancora li ho, quelli salvati.



Ma questa volta allora dopo aver cercato calici Baccarat ormai introvabili le ho portato finalmente calici Boemia di cristallo con l’augurio di festeggiare ogni giorno con le persone a lei care.

Abbiamo ricordato ed anche molto riso sul suo famoso viaggio in treno quando lei, salendo dalla parte sbagliata del vagone, un ferroviere che sta guardandola salire con la sua gonna stretta le chiese urlando – Ma dove sta andando, signora?!?!?! – e lei rispose educatamente, girandosi mentre cercava di salire sul treno – A Pesaro! - Rischiò una multa per non essere salita dalla parte giusta…e ci fa ridere ogni volta che la raccontiamo.

Abbiamo rimandato – il tempo era così breve – tutti gli aneddoti del periodo di lavoro insieme a Fabriano. Ma quelle storie le tradurremo in racconti ameni, da non dimenticare quando ci rivedremo la prossima volta.

I Bonesi poi ci hanno liberato salutandoci dopo il caffè del sabato di festa per darci la possibilità di stare insieme.

Abbiamo lasciato tutto il disordine della cucina e siamo uscite per la Passeggiata verso Piazza Maggiore.

Nonna Vittoria, Rachele, Sofia, Lucia e Agnese


Siamo passate davanti ala Pasticceria Saffi dove Lucia prende i dolci per le feste. Poi siamo andate a San Petronio, passando sotto i portici. Mi ha fatto vedere dove sceglie le scarpe per Sofia e quali son i negozi che le piacciono guardando le vetrine di abbigliamento per neonati.
Mi ha portato alla Biblioteca Salaborsa dove, senza alcun imbarazzo, ci siamo fatte fare foto ricordo.

Due amiche in Biblioteca Salaborsa


Siamo entrare nella Maison du Monde di Via Colombo dove stavo per uscirvi con un delizioso comodino bianco con un cuore intagliato per Francesca. Ma poi ho rinunciato per la lunga coda alla cassa. Avremmo dovuto correre da quell’isola per andar a prendere il treno alla stazione.

Rachele, Nonna Vittoria e Agnese

Pur essendo arrivata in orario con lei alla stazione e ripartita verso Jesi non credo di aver terminato quel viaggio.

So che lei, invece, rientrando si è fermata in una chiesa assistendo alla messa del sabato sera…ma in fondo si è semplicemente concessa un po’ di riposo.






Bologna, 16 marzo 2013




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