sabato 7 marzo 2015

Alframor -Tema, 1993

La mia mamma



Edmondo Giuliani 
Autore del ritratto di Francesca bambina


La mia mamma si chiama Grazia.

E’ alta, Ha i capelli castani corti e occhi marroni, come i miei.

E’ molto buona, disponibile e tutte le mie amiche dicono che è molto simpatica e infatti lo è.
Alcune volte passeggiamo insieme e parliamo di che cosa dobbiamo fare in quei giorni.
Andiamo in campagna, facciamo numerose foto come ricordi.

Mi consiglia su come mi debbo comportare, cosa devo leggere e io seguo sempre i suoi suggerimenti.

Prepariamo il pranzo insieme oppure io apparecchio e lei cucina.

Quando vediamo i telefilm in televisione ci divertiamo a prendere in giro gli attori o la storia se banale.

La mia mamma è molto ospitale. Infatti quando vengono delle persone a casa prepara la pizza o qualche leccornia fatta da lei.

Si veste semplicemente con jeans e maglie, altre volte indossa tute o gonne cucite da lei o dalla mia nonna.

Non si trucca molto per due motivi: uno perché non le piace un granchè e due perch è già bella così.

Le piace il mare ma non sa nuotare così mi dice sempre di insegnarglielo perché quando ci sarà il “diluvio universale” - come farà a salvarsi? –.

Le piacciono molto i dolci, soprattutto fatti in casa.

Oggi infatti ha fatto un ciambellone che ho portato per ricreazione a scuola.

Disegna molto bene ed ha tanta fantasia.



 Il ciambellone di Grazia

Vorrebbe vivere in Cornovaglia e avere un ristorante con cucina marchigiana.

Mi dice sempre che quando sarà “vecchietta” e abiterà in Cornovaglia io la andrò a trovare con i miei figli alla fine di ogni mio viaggio e lei così, potrà dire con orgoglio, di essere una nonna che ha realizzato il suo sogno.

Il suo ristorante lo vorrebbe speciale, non di lusso anzi rustico diverso da tutti gli altri, come se chi andrà nel suo ristorante lì  vi abitassero.

Il suo sogno si avvererà perché i suoi sogni sono anche i miei e quindi ci aiuteremo a vicenda per realizzarli.

Una mamma è molto preziosa perché ti aiuta ad essere forte.

I bambini che non l’hanno più o non l’hanno mai avuta non sanno cosa potrebbe fare una mamma.

La mia mamma non fa parte del mio cuore perché è il mio cuore.

Ovvio quindi che senza di lei io non vivrei.

Sto scrivendo ciò non per il motivo di voler scrivere ma per manifestare a tutti la mia gioia e felicità di avere una mamma che al mondo ne esiste solo una: la mia.

Vorrei fare un monumento alla mia mamma per ricordare a tutto il mondo che mi ha amato e sotto scrivere: “Tutta la mia vita è dedicata a te. Grazie mamma.”

Ti voglio bene.


Disegno di Francesca 
con la sorella Alessandra e la sua mamma


Alframor


Jesi, 21 dicembre 1993

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