Stefano Caccavari
# Cambiamento. Orti al posto della discarica e un
mulino salvato in #Calabria . «L’anno scorso invece di comprarmi un nuovo Mac,
ho speso 1.050 euro per produrre 15 quintali di #grano ..." Stefano Caccavari studente di #economia, con le sue imprese ha recuperato il #mestiere dei
nonni e difeso il suo #territorio #agricoltura.
Progetti condivisi: il mulino calabrese raccoglie
online 500mila euro in 90 giorni
E’
bastato postare un appello su Facebook ed è partito il tam tam: Stefano
Caccavari, l’inventore dell’orto di famiglia di San Floro, in provincia di
Catanzaro, vuole salvare l’ultimo mulino a pietra della Calabria. Rispondono
Marco da New York, Salvatore da Miami, Antonio da Pechino. Sono tutti pronti a
investire (era tre mesi fa).
I
101 di Mulinum
Un mugnaio in provincia di Crotone
cede l’attività. Si tratta ma l’affare non va in porto. Il progetto di un
grande mulino che trasformi i grani antichi della Calabria è, però,
evidentemente, il sogno di molti: la raccolta fondi supera ogni aspettativa. In
90 giorni l’idea si espande e il crowdfunding è da record: 500mila euro per
realizzare la Mulinum srl. Un plafond mai raggiunto in agricoltura. Centouno i
soci, compreso Stefano. E’ una startup in piena regola: la segue uno
specialista del settore, l’avvocato calabrese Massimiliano Caruso. Tanti gli
ortisti di famiglia coinvolti. Il desiderio è di tornare all’antico, di
mangiare come una volta. Il miglior investimento possibile per il futuro: c’è
chi intesta le quote ai figli.
A gennaio l’inaugurazione
Ieri sera davanti al notaio Gianluca
Perrella, a Catanzaro, dopo la conta degli assegni circolari, si è costituita
la società. Che di fatto è già operativa: la molitura del grano, conferito dai
contadini della zona, avviene per il momento nel mulino di un partner di
Castelvetrano. L’impianto calabrese sarà pronto a gennaio, ma da privati e da
panificatori professionali già piovono richieste.
A gennaio l’inaugurazione
Ieri sera davanti al notaio Gianluca
Perrella, a Catanzaro, dopo la conta degli assegni circolari, si è costituita
la società. Che di fatto è già operativa: la molitura del grano, conferito dai contadini
della zona, avviene per il momento nel mulino di un partner di Castelvetrano.
L’impianto calabrese sarà pronto a gennaio, ma da privati e da panificatori
professionali già piovono richieste.
Da
consumatori a mugnai 2.0
E’ allo studio una piattaforma per
trasformare i consumatori in mugnai 2.0. Che per ora possono testare la farina
bio, macinata a pietra, acquistando piccoli kit da 20 kg. Presto sarà possibile
richiedere la mulinum card: 250 euro da spendere in farina e prodotti da forno
consegnati a domicilio. Intanto, su 7 ettari di terreno in località Torre del
Duca, iniziano i lavori per la più completa filiera del grano naturale. Quattro
macine di pietra (due dell’800, marchio “La Ferté”), due forni per produrre
pani tradizionali e una pizzeria biologica. Tutte le strutture realizzate in
bioedilizia. E solo energia rinnovabile. Molto più di un mulino bianco. Già
fervono i preparativi per la festa del grano a luglio. Sarà una trebbiatura
social: appuntamenti e indicazioni sul web.
Maiolati Spontini, mercoledì 25 maggio 2016



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