mercoledì 25 maggio 2016

Orto di famiglia




Stefano Caccavari

# Cambiamento. Orti al posto della discarica  e un mulino salvato in #Calabria . «L’anno scorso invece di comprarmi un nuovo Mac, ho speso 1.050 euro per produrre 15 quintali di #grano ..." Stefano Caccavari studente di #economia, con le sue imprese ha recuperato il #mestiere  dei nonni e difeso il suo #territorio #agricoltura. 
Progetti condivisi: il mulino calabrese raccoglie online 500mila euro in 90 giorni
E’ bastato postare un appello su Facebook ed è partito il tam tam: Stefano Caccavari, l’inventore dell’orto di famiglia di San Floro, in provincia di Catanzaro, vuole salvare l’ultimo mulino a pietra della Calabria. Rispondono Marco da New York, Salvatore da Miami, Antonio da Pechino. Sono tutti pronti a investire (era tre mesi fa).

Orto di famiglia

I 101 di Mulinum
Un mugnaio in provincia di Crotone cede l’attività. Si tratta ma l’affare non va in porto. Il progetto di un grande mulino che trasformi i grani antichi della Calabria è, però, evidentemente, il sogno di molti: la raccolta fondi supera ogni aspettativa. In 90 giorni l’idea si espande e il crowdfunding è da record: 500mila euro per realizzare la Mulinum srl. Un plafond mai raggiunto in agricoltura. Centouno i soci, compreso Stefano. E’ una startup in piena regola: la segue uno specialista del settore, l’avvocato calabrese Massimiliano Caruso. Tanti gli ortisti di famiglia coinvolti. Il desiderio è di tornare all’antico, di mangiare come una volta. Il miglior investimento possibile per il futuro: c’è chi intesta le quote ai figli.


Stefano con gli zii

A gennaio l’inaugurazione
Ieri sera davanti al notaio Gianluca Perrella, a Catanzaro, dopo la conta degli assegni circolari, si è costituita la società. Che di fatto è già operativa: la molitura del grano, conferito dai contadini della zona, avviene per il momento nel mulino di un partner di Castelvetrano. L’impianto calabrese sarà pronto a gennaio, ma da privati e da panificatori professionali già piovono richieste.

A gennaio l’inaugurazione
Ieri sera davanti al notaio Gianluca Perrella, a Catanzaro, dopo la conta degli assegni circolari, si è costituita la società. Che di fatto è già operativa: la molitura del grano, conferito dai contadini della zona, avviene per il momento nel mulino di un partner di Castelvetrano. L’impianto calabrese sarà pronto a gennaio, ma da privati e da panificatori professionali già piovono richieste.
Da consumatori a mugnai 2.0
E’ allo studio una piattaforma per trasformare i consumatori in mugnai 2.0. Che per ora possono testare la farina bio, macinata a pietra, acquistando piccoli kit da 20 kg. Presto sarà possibile richiedere la mulinum card: 250 euro da spendere in farina e prodotti da forno consegnati a domicilio. Intanto, su 7 ettari di terreno in località Torre del Duca, iniziano i lavori per la più completa filiera del grano naturale. Quattro macine di pietra (due dell’800, marchio “La Ferté”), due forni per produrre pani tradizionali e una pizzeria biologica. Tutte le strutture realizzate in bioedilizia. E solo energia rinnovabile. Molto più di un mulino bianco. Già fervono i preparativi per la festa del grano a luglio. Sarà una trebbiatura social: appuntamenti e indicazioni sul web.


 Maiolati Spontini, mercoledì 25 maggio 2016

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