Solo per... un piatto giallo
Quando scegli di organizzare un viaggio con i tuoi giovani amici e poi
un’otite ti impedisce di essere in volo con loro anche se ti dispiace pensi che
in fondo lo avevi fatto per il tuo team e che sarebbero stati senz’altro felici
di farlo anche senza di te.
Ma quando si dice “essere fortunati” come lo sono io, e
quando una di loro mi dice che“se non ci sarai il viaggio non avrebbe senso” non
posso che esserne felice, anche se il senso lo avrebbe avuto ancor di più senza
di me, e così cerco di trovare la soluzione.
Infatti sono partita. La febbre era scomparsa, la terapia e il cortisone li
avevo con me per ogni emergenza, sia in volo che in terra-ferma, abbiamo volato
su Bray per i quattro giorni di tempeste di idee, music hall e cene british
Tutto bene ma al ritorno la prevedibile ricaduta mi blocca per un’altra
settimana con crisi di tosse diurna e notturna, altri antibiotici con terapia “
Letto-Lana-Latte che avevo dimenticata da quando la dedicavo alle mie figlie.
Ho provveduto a tenere lontani gli altri per non contagiare.
E’ qui che accade che il piatto giallo ci sconvolge la
cena, la serata e la vita.
Infatti quando difronte ad un meraviglioso risotto ai funghi non riesco a
terminare la mia parte e per coprire il risotto rimasto chiedo: “…mi puoi
dare il piatto giallo?”
Cosa accade? Accade quello che dovrei sempre prevedere e che non ho previsto
ancora, una volta, per l’infinita fiducia che mi assale sempre sulle armonie
possibili.
Il piatto giallo in casa è uno dei quattro (prima erano sei) di un set di piatti
gialli e luminosi che usiamo quotidianamente per un primo di pasta soprattutto
in estate, per il colore solare, ma anche di inverno per lo stesso motivo.
Quindi pensavo che la richiesta non richiedesse altri chiarimenti come ad
esempio “ vuoi quello piano o quello cupo?” abbiamo solo
quelli e sono solo quattro. Purtroppo il miracolo non c’è stato e per non so
quali motivi, ma per un’esigenza di turbativa quotidiana e che stavo superando
dicendo che non avevamo piatti gialli “cupi” quando purtroppo
il dialogo si è spostato dalla persona che non trovava il piatto alla persona
amata che assisteva al Moie storming e che è intervenuta a
difesa dei piatti gialli che sono diventati all’improvviso, anche a suo dire,
“cupi” anche se non li abbiamo mai usati né per zuppe né per minestre, mai.
A quel punto non per improvvisa emotività ma per una evidente sensazione di
ingiusta considerazione di quanto un vecchio piatto giallo di casa, che non era
mai stato cupo, ma solo piano, mi sono alzata dalla tavola provocando di
conseguenza l’abbandono della tavola da parte di chi difendeva il concetto del
piatto cupo poiché il mio comportamento è stato giudicato non adatto.
E così io, sì, ho liberato gli altri della mia presenza cercando di capire come trovare il senso di questa assenza di comprensione e armonia.. La persona amata
è fuggita e la persona che mi doveva dare quel piatto giallo per la frutta ha
continuato da solo la seconda parte della cena.
Ora vorrei chiedere scusa a tutti e a tutto, ma è troppo tardi. Non ho più
tempo. Spero che un bicchiere di latte caldo con il miele ubriachi la mia tosse
e il mio cuore, pur senza riuscire a dormire, sperando di essere più indulgente
e silenziosa col tempo che mi resta e di non chiedere mai più quel piatto
giallo. che non sarà più per me “solare”, ma solo cupo per
gli altri, e piano solo per me.
Sabato 19 gennaio 2013

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